Boris Johnson e la disfatta di Westminster: Il Principe Filippo è Morto, Dio Salvi la Regina dal Coronavirus e la Monarchia Inglese. I Reali in scacco rinchiusi a Buckingham Palace.

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di Luca Vincenti

Caro Cavaliere, Caro Collega Scrittore, Distinto Sir Boris, ma soprattutto Stimabile ed Illustre Premier Johnson, rappresentante di una solida democrazia e di una Vecchia Monarchia, desidero comunicarle quanto segue:

1 Aprile 2020

Sir Boris,

oggi è davvero già troppo tardi per dire ai vostri “sudditi” di #stare_a_casa  quando il Principe Carlo risulta essere positivo al COVIDS19 e voci di castello lascerebbero intendere che a Buckingham Palace – da diversi giorni – riposi la salma del Principe Filippo di Inghilterra,[1] morto a causa dell’epidemia di Coronavirus.

fonte https://www.lettera43.it/boris-johnson-10-cose-da-sapere/?refresh_ce

Epidemia che Lei ha definito prima un raffreddore, poi una forte influenza a cui bisogna far fronte “ottenendo l’immunità di gregge accettando la morte prematura dei vostri cari”[2]. Sir, ci chiediamo se tale destino debba toccare anche al Principe Filippo, al Principe Carlo e alla Regina e a tutti i Reali? Speriamo che alla Illustre e venerabile Regina Elisabetta sopraggiunga codesta lettera aperta, e che essa possa giudicare da sola il Vostro operato, Illustre Primo Ministro!

Perdoni Sir Boris, se impugno con sprezzo questa penna, e lo so che le sembra un po’ come la spada di Robin Hood che spunta all’improvviso dalla macchia delle foresta di Sherwood e le sfreccia sotto il naso, ma se Lei deride il mio popolo, il mio Stato, i nostri politici io devo ricordarle che il mio sangue, è quello della gens romana, e l’Italia è la mia Patria…

Sir, Egregio Primo Ministro, non capisco perché tanto accanimento contro noi latini, contro la Bandiera dell’Italia, quella che indirettamente è anche la sua di bandiera. Mi riferisco alla Croce di San Giorgio, quella di Goffredo di Buglione nelle crociate.

La bandiera della Repubblica di Genova che da secoli abbiamo dato in concessione alla Altissima Regina di Inghilterra, ma che da 248 anni non vediamo saldati i tributi per la concessione[3]. È la bandiera che ancor oggi innalzate al vento per identificare la Vostra acclamata Inghilterra.

Il sindaco di Genova Marco Bucci con la bandiera della citta che verra festeggiata il 23 aprile. Genova, 12 aprile 2019. ANSA/LUCA ZENNARO

Sir facciamo un po’ d’ordine e partiamo dal principio, perché codesti fatti mi stanno a cuore. Erano i primi di marzo  quando quella plebaglia di italiani chiassosi che Lei derideva, cantavano sui balconi l’inno nazionale mostrando il tricolore, mentre i militari dell’esercito italiano raccoglievano migliaia di cadaveri chiusi in sacchi e riconoscibili solo dall’etichetta. 

Le sembrava forse buffo che il governo italiano decideva il lockdown come  misura draconiana per proteggere il proprio popolo, e i vicini amici dei paesi dell’Unione Europea? Non proprio tutti amici (sic!) come ben sappiamo, ma pur sempre vicini di casa e meritevoli di “protezione”…

Quello era il momento in cui i suoi consiglieri da una parte la invitavano a non adottare alcuna misura restrittiva, mentre altri professionisti la esortavano ad stringere la vite, applicando l’amara medicina del lockdown. Ovvero? Chiudere tutto Sir, per non dare all’epidemia un ulteriore vantaggio di aggredire e contagiare ancora più persone in modo rapido e diffuso.

Del resto Sir Boris, la soluzione per una equa profilassi al coronavirus esisteva, ma Lei ha preferito ascoltare ciò che le conveniva, ovvero una parte del suo collegio di medici consiglieri: ossia “non chiudere nulla” poiché temeva che il blocco del paese, e dell’economia fosse il male peggiore della stessa malattia. O forse pensava che la malattia non avendo le ali non poteva arrivare sulla sua isola?

Sir, evidentemente questa opzione di non bloccare nulla le andava benissimo, anche se altri suoi medici le avevano sconsigliato tale strategia. Sir Ferguson stesso – vostro migliore consulente – le fece sapere che “tutto aperto” (nessun provvedimento) avrebbe prodotto una ecatombe sull’isola della Regina di Inghilterra ed ucciso molte persone (circa 250.000 morti entro l’anno secondo la stima dello scienziato) ma l’opzione di Ferguson in quel primo momento non la considerò “convincente”.

Perché? Forse chiudere tutto, avrebbe – a suo giudizio – colpito a morte l’economia del Regno Unito? Sir, le ricordo che con tutto rispetto, i morti non consumano le suole delle scarpe e non vanno dal calzolaio a farsele riparare, e i malati intubati nelle corsie non vanno in giro per i Pub a farsi delle pinte di birra. Per cui non vi era alcuna ragione di tenere aperte scuole ed esercizi commerciali, cosa che Lei Sir, ha fatto.

Sir l’uomo fa la storia, e Lei in questo mese di marzo del 2020 ha deciso di scrivere non solo la sua personale Storia, ma anche la disfatta e la credibilità politica del glorioso Regno Unito.

A scrivere questa Storia Sir non sarò certo io, ma saranno gli scienziati e le loro statistiche, i documenti della storiografia e della scienza politica, i certificati di morte compilati dai medici dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Sir non potrà domani dire che non sapeva, poiché tutti le avevano comunicato che non si trattava di una semplice influenza, ma una grave epidemia molto più contagiosa della peste del lontano 1300.

Ma andiamo avanti Sir Boris nell’ esposizione dei fatti.

Tra la prima settimana e la seconda di marzo di codesto anno l’Organizzazione mondiale della Sanità (World Healt Organitazion) dichiarava lo stato di pandemia a causa del contagio del COVID19[4].

Sir Boris, mentre in Italia la malattia imperversava, mietendo circa 2000 morti  e decine di migliaia di contagiati, Lei definiva questa epidemia un raffreddore, una influenza alimentata dalle espressioni di folklore proprie della commedia italiana.

Sir, ho sempre ammirato il pathos degli inglesi e lo sfarzo della nobiltà inglese. La capacità di usare un certo metro di giudizio, e una giusta distanza emotiva, senza mai lasciarsi prendere la mano emettendo giudizi parziali e frettolosi, senza mai perdere il self-control, mostrando sempre una incantevole ed elegante arte oratoria condita da una buona dose di sarcasmo. Sir con tutto rispetto, qui non vedo nulla dello stile inglese del passato, ma soltanto cinismo ed un atteggiamento irresponsabile innanzi al suo popolo, quello europeo, ma soprattutto verso la Corona.

Sir, nella prima settimana di marzo Lei e il Ministro della Difesa Sir Vallace chiedevate ai vostri sudditi di lasciar spazio al fato, ovvero di prepararsi a perdere i loro cari prima del tempo perché la popolazione del Vostro Regno Unito avrebbe dovuto infettarsi nella misura del 60% per far sì che la società potesse guadagnarsi il prima possibile una buona immunità di gregge per proteggersi da futuri focolai del COVID19.

Sir Boris, mentre le bare italiane venivano accatastate nelle chiese (spesso senza ricevere un funerale o una cremazione perché l’epidemia uccideva così  velocemente le persone più di una paletta per le mosche) la comunità scientifica mondiale, tutti gli stati nazionali prendevano misure di contenimento – inclusi gli Usa, non proprio ottimo esempio di pro-attività nella gestione di questa epidemia – Lei ha invitato i suoi “sudditi” a condurre la solita vita, ad andare a scuola, svolgere la propria attività lavorativa lasciando i negozi aperti, lasciando libera circolazione ai cittadini, non ponendo dunque significative restrizioni per proteggere la sua gente.

Sir Boris nello stesso momento così i vostri media inglesi dipingevano gli italiani (era il 13 marzo 2020) attraverso un medico e conduttore televisivo Sir Jessen, vostro stretto amico, ma questa non è una vostra colpa, è solo una scelta di stile: „Gli italiani usano il coronavirus come scusa per non lavorare e per fare una lunga siesta”.

Certo Sir, se Lei crede che morire senza sepoltura, o senza essere cremati sia una lunga siesta fatta con un occhio chiuso ed uno aperto davanti a un barbecue chieda al suo Sir Ferguson dell’Imperial College di Londra (matematico esplicatore di un geniale modello di contagio logaritmico ) che ha cercato assieme ad altri medici di convincerla che continuando con la sua politica “negazionista” 250.000 britannici sarebbero morti entro l’anno unendosi agli italiani e partecipando anche loro a questa “lunga siesta”[6]!

Sir solo in data del 18 marzo di codesto anno (fu allora che Lei comprese la gravità della situazione) Sir Ferguson le comunicava che il virus era entrato fino in parlamento: “Sir Boris oggi io le comunico di trovarmi in auto-isolamento, sono a casa con sintomi di Covid-19, temo di essere stato contagiato in parlamento a Westminster, con Stima Sir Ferguson”. Lei solo il 18 marzo chiuderà le scuole.

I maggiori quotidiani che prima l’avevano sostenuta – Sir Boris – adesso iniziavano a metterla in discussione e a porsi delle domande su chi stia conducendo il paese in un momento di crisi senza precedenti. Il quotidiano conservatore Telegraph, fino a qualche giorno prima diffondeva attraverso le email degli abbonati messaggi nazionalistici di incoraggiamento al suo negazionismo: “No panicking please, we’re British” (Per favore, non fatevi prendere dal panico siamo Inglesi) ma adesso, anche il quotidiano iniziava a dubitare della sua strategia “tutti fuori”.

I cittadini inglesi incoraggiati dalle sue parole rassicuranti, continuano ovviamente a fare la loro vita, a popolare in modo surreale le strade del centro di Londra, e non solo di Londra, come niente fosse, mentre il contagio dell’epidemia li bombardava silenziosamente.

Solo dopo il 18 marzo Sir Lei inizia una lenta ma costante retromarcia, purtroppo è tardi perché nel suo paese si passa da 1543 casi a 6650 ed oltre 50 decessi. Siamo a circa un mese dallo scoppio dell’epidemia in Italia (che è datata 21 febbraio 2020).

Forse Sir questo negazionismo non è stato eccessivo? Non si è dato troppo spazio alla libera diffusione dell’epidemia?  Sir Boris, solo Sir Ferguson lo sa!

Egli aveva capito che la negazione, o la banalizzazione di questa malattia fortemente contagiosa avrebbe messo in oggettivo pericolo tutti, salendo per le aule del parlamento e saltando addosso ai Reali della Corona.

Ed è così che dal liberi tutti del “modello inglese” Sir Boris si inizia la retromarcia e diventa sostenitore del “modello italiano” [7]. Prima con la chiusura delle Scuole e poi con quella de negozi ed altri provvedimenti drastici e di contenimento che adesso paradossalmente sembrerebbero protrarsi fino a luglio[8].

E’ del 20 marzo la notizia che il Ministro della Difesa – Sir Wallace – mobilita 20.000 unità dell’Esercito per creare un “Covid Support Force”, e Londra sospende le missioni estere per essere presente sul territorio.

Sir il 23 marzo (cioè nel momento in cui abbiamo iniziato a scrivere il presente articolo) per mezzo del suo discorso alla nazione trasmesso alla Tv da Downing Street 10, Lei annuncia misure senza precedenti. Nel video messaggio appare visibilmente confuso (e più scapigliato del solito). Ordina finalmente la chiusura di impero di pub e dei negozi che non sono di prima necessità (a nostra sorpresa ci aspettavamo che i Pub di Londra li ritenesse di esercizi prima necessità data la tradizione inglese).

Ma il messaggio più sorprendente del comunicato televisivo è il seguente: „Dovete stare a casa!” e già annuncia altre restrizioni nel corso delle prossime 3 settimane. Sir in queste ore il Vostro governo sta inviando sms telefonici a vostri rispettabili cittadini per intimarli di „stare in casa”. Nel testo si legge: „Stai in casa, proteggiti” firmato il National Health Service (il sistema sanitario britannico).

Sir Boris, come diceva Svetonio e poi Giulio Cesare – conquistatore della Gallia  – il dado è tratto; ed è così che oggi 26 marzo dell’anno 2020 possiamo affermare con certezza che il virus non ha solo raggiunto tantissimi suoi cittadini ed il parlamento di Westminster, ma addirittura è entrato fino nel Palazzo della Regina creando comprensibile preoccupazione e scompiglio tra tutti reali.

Il Principe Carlo è positivo al coronavirus e la regina Elisabetta è guardata a vista per monitorarne lo stato di salute e della sorte del Principe Filippo. Si vocifera sui tutti i tabloid inglesi che egli sia da giorni già morto e non sembra solo una indiscrezione. A quanto pare la Regina Elisabetta sarebbe costretta al silenzio perché data la situazione di emergenza per Covid-19 non si potrebbero celebrare funerali di stato[9].

Ma è del 27 marzo Sir, la notizia shock che per certi versi dimostra quanto la pericolosità e serietà dell’epidemia del Coronavirus sia stata da Lei ampliamente sottovalutata. In un Tweet dello stesso giorno scrive: “Sono positivo, ma con lievi sintomi… sono in auto isolamento ma non abbiate dubbi, continuerò a guidare l’offensiva contro il Covid-19”. Ed è dello stesso giorno la notizia che anche il Ministro della Sanità Matt Hancock è contagiato dal virus.[10]

Scacco matto, è il caso di dire! Re, Principi e Regina con le spalle al muro rinchiusi nella torre in isolamento e tutti giocati dalla superbia e dall’incapacità di gestire la situazione dal proprio alfiere, il ministro Boris che contagia tutti, ma proprio tutti, inclusi “cavalli”, “pedoni” della scacchiera di Westminster e del Palazzo reale.

Sir, mi dispiace profondamente per il suo stato di salute, e di quello di tutti i suoi collaboratori, e cittadini, e spero che Lei presto possa guarire, ma non tornare all’esercizio delle sue funzioni, perché a me piaceva (e piace l’Inghilterra) l’Inghilterra quella di una volta, quella che ha fatto la storia della democrazia, esempio per tutte le civiltà, quella che amava la scienza, la cultura i suoi “sudditi”, l’Inghilterra liberale e liberalista. Mi è piaciuto fin da piccolo ammirarne la Regale Monarchia,  il buon gusto inglese dei suoi predecessori Premiers, Sir Blair, Sir Callaghan, e lo stile regale della elegantissima Signora Thatcher.

Ma per mano sua Sir, oggi sulla Corona più brillante e fiabesca d’Europa (che ha incantato tutti per la sua eleganza) regna adesso l’incertezza, e la morte morbida come il velluto accarezza la Corona di tutta la stirpe dei reali. La fiaba tra Elisabetta da Filippo, dopo 73 anni di matrimonio sembra svanire… E il Duca di Cambridge William? Per ora è Re ad Interim!


[1]https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/21640077/principe_filippo_morto_smentita_famiglia_reali_voci_discorso_regina_elisabetta.html

[2] https://www.ilgiornale.it/news/mondo/ecco-cos-limmunit-gregge-cui-punta-gran-bretagna-1841760.html

[3] https://www.ilsecoloxix.it/genova/2019/04/22/news/festa-della-bandiera-bucci-la-regina-non-ha-mandato-soldi-ma-il-suo-tempo-1.37836411

[4] https://www.who.int/dg/speeches/detail/who-director-general-s-opening-remarks-at-the-media-briefing-on-covid-19–11-march-2020

[6] https://www.wired.it/attualita/politica/2020/03/17/coronavirus-regno-unito-nuove-misure-boris-johnson/

[7] http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Coronavirus-Londra-e-Regno-Unito-applicano-modello-Italia-Boris-Johnson-Dovete-stare-a-casa-1b7e4b15-c86f-4077-863f-ebb2a8743cdd.html#foto-1

[8] https://www.iltempo.it/home/2020/03/23/news/coronavirus-inghilterra-gran-bretagna-regno-unito-chiusi-i-pub-londra-boris-johnson-bojo-1300999/

[9] https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/26/silenzio-sulla-morte-di-filippo-dedimburgo-enigma-e-mistero-ecco-quello-che-si-sa/5749808/

[10] https://www.lastampa.it/esteri/2020/03/27/news/coronavirus-boris-johnson-sono-positivo-ma-con-lievi-sintomi-1.38644802

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