2020 L’Anno del Topo – COVID19 – Il Nuovo Libro di Luca Vincenti. Il Contagio e l’Infodemia dei “social-virus Pandemici”

2020

l’Anno del Topo

Infodemia e contagio dei Social Virus Pandemici Covig19″

il Nuovo Libro di Luca Vincenti

vai alla versione tradotta in lingua romena 🇷🇴

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«Il nuovo uomo infodemico è una sorta di cyborg, un umano disincarnato che si è smarrito tra la moltitudine delle informazioni cosparse nella costellazione della galassia internet.

Per orientarsi e sopravvivere è obbligato ad informarsi su tutto, a gestire il panico e la propria paura. per sopravvivere deve selezionare cognitivamente ciò che può essere vero, verosimile, plausibile, credibile da ciò che invece, può essere falso, palesemente» falso, fake.

«Dal libro l’Anno del Topo»
di luca vincenti

Sull’Angelo Sterminatore  e sulla paura della Morte

(alcuni estratti dal Capitolo 1)

La pandemia del Coronavirus si è presentata all’improvviso, bruscamente, come il flagello di Dio che giunge alla porta degli umani senza permettergli di difendersi dalla furia del biblico Angelo distruttore, senza dare il tempo agli umani di cospargere di sangue la porta della propria abitazione per tenere a distanza lo spietato Angelo sterminatore.

ANGELO STERMINATORE

Questa epidemia, così come fu per la peste nera del 14esimo secolo, giunge da lontano, da un remoto continente, la Cina.

La paura della morte arriva questa volta non sulle navi, e nemmeno attraverso il porto di Genova per poi risalire, invadere l’Europa. L’ombra nera della morte arriva su metalliche ali giganti, direttamente sospinta dai jet decollati da Wuhan. Non arriva in un porto del mediterraneo, ma da uno, o più aeroporti della Lombardia, la regione più contagiata e devastata dal Coronavirus (quasi la metà dei casi italiani sono in Lombardia).

MEDICO DELLA PESTE A GENOVA

Il contagio non arriva nemmeno dal cielo, dallo sbattere polveroso delle ali di pipistrelli, o di altri animali che ci siamo abituati a vedere mutilati sui mercati di Wuhan.

L’epidemia viaggia e segue i flussi degli aerei a reazione, dei Jes con sopra le persone che se ne vanno in giro per il mondo. Centinaia di persone: manager, uomini di affari, commercianti, quadri aziendali, individui che hanno relazioni di natura commerciale con l’Italia ed altre nazioni. Ma una cosa sembra che la abbiano in comune tutte queste persone che sono i primi soggetti infettati: tutti hanno viaggiato, o sono entrati in contatto con persone che hanno viaggiato sopratutto per lavoro.

La scia della morte, proveniente per la maggior parte dalla  grande provincia di Wuhan (un logo della terra credo sconosciuto fino a quasi la maggioranza di noi, ma che fa 11 milioni di persone) non ha immediatamente convinto che questa epidemia potesse giungere fino all’interno dei nostri rispettivi confini nazionali.

Incredulità, superficialità o paura, l’epidemia “cinese” non ha destato all’inizio troppa preoccupazione, forse perché percepita solo cinese. Oppure semplicemente perché si era pensato che a veicolare la malattia fossero animali, specie di animali, che noi occidentali non sogneremo mai di mettere sotto il „palato”!

Probabilmente nessuno di noi ha davvero creduto che l’epidemia potesse arrivare fino sul pianerottolo della nostra abitazione, mettere il naso dentro la nostra porta di casa, oppure ancora accomodarsi “assieme a noi” sul divano, talune volte in modo silenzioso senza manifestare la sua presenza (l’assenza talune volte di sintomi della malattia) ma ammalando e talune volte uccidendo il nostro vicino, un membro della propria famiglia.


2. Sulla Paura dei Potenti della Terra (alcuni estratti dal Capitolo 2)

All’inizio non esisteva alcun sentimento di paura, e tra gli umani traspariva anche un certo sprezzo del pericolo, mischiato ad incoscienza ed anche un vago senso di volontà di potenza, un po’ come recitava bene il super-uomo del buon Friedrich Nietzsche. Spesso questo atteggiamento era accompagnato dal più pragmatico negazionismo parziale o totale dei fatti. La malattia è ampiamente sopravalutata, non si muore, è come una normale influenza, la malattia non esiste è una invenzione.

Oggi 3 aprile 2020, il delicato ed umano meccanismo della paura ha fatto corto circuito, ha contagiato ed accarezzato un po’ tutti; il vulnerabilissimo popolo del mondo – comprensibilmente – ma non solo.

La paura ha contagiato anche i presidenti dei più potenti stati nazionali, coloro che ci avevano abituato a mostrarsi nelle conferenze stampa come uomini pettoruti e tutti di un pezzo, con uno sguardo temerario, disinvolto, talune volte sfiorando anche la sfrontatezza davanti ad eventi drammatici.

Trump-Bloomberg, duello su Twitter:“Piccoletto”. “Pagliaccio che abbaia”
LA PREOCCUPAZIONE TI TRUMP

Lo spettro del coronavirus aveva cambiato questo scenario dell’immortalità dei potenti e dell’intoccabilità del potere che adesso ai propri piedi sentiva il formicolio della „febbre gialla”. Forse data l’età dei presidenti – coscienti che la malattia non fa prigionieri in termini di una letalità che è molto alta tra le persone oltre i 60 anni – la paura donava ai potenti un poco gradevole colore giallastro tipico dello spavento e della più fastidiosa crisi acuta di bile .

Anche i presidenti che si sono mostrati più sprezzanti al pericolo, ad esempio Donald Trump, adesso doveva fare i conti con numeri da brivido : oggi, 3 aprile 2020 l’America conta già 243.000 positivi, e gli Usa hanno superato l’Italia nell’infelice record di decessi giornalieri. In sole 24 ore sono decedute purtroppo 1169 persone.

Ed è cosi che la paura dell’epidemia da Coronavirus, ha finito per mettere nelle mani degli atei la croce della speranza, mentre nelle mani dei credenti la speranza di sfuggire dal castigo dell’Angelo sterminatore.

Due macro modelli si contrappongono adesso: da una parte le teorie della Predestinazione, del fatalismo e dells distruzione di massa che appaiono spesso sui social e talune volte anche su alcuni organi di stampa. Esse dipingono questa epidemia come l’apocalisse, la resa dei conti, la punizione, il castigo per i peccati dell’uomo.

Per altri invece tutto ciò che stiamo “vedendo” sarebbe solo una macchinosa costruzione mediatica. La più grande ed ingegnosa colossale opera di manipolazione di massa, una immensa opera di lavaggio del cervello, dopo gli anni delle grandi ideologie e dell’istituzione dei sistemi totalitari nel mondo.

Tra i due modelli alla fine non vi è vera contrapposizione, poiché, tutti a loro modo, hanno una dannata paura dell’opera dell’Angelo Sterminatore.

[  ci vediamo nei prossimi giorni per la Parte terza… ]

Capitolo 3 Ezio-Genesi della Paura


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